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La permanente, il trattamento più diffuso negli anni ’80 diventa di nuovo tendenza.

Molto in voga negli anni 80, la permanente consisteva in piccoli riccioli che creavano molto volume.

Nel 2016, invece, la permanente ha il compito di creare un capello ondulato.

Se desideri avere una chioma più leggera e voluminosa, senza dover arricciare i capelli con l’apposito ferro ogni mattina, la soluzione è la permanente, un trattamento che dura circa tre mesi.

Dimentica i riccioli di Olivia Newton John in Grease, oggi i ricci sono larghi per un effetto più morbido.

Sia per i capelli lunghi sia per quelli di media lunghezza, l’effetto wavy è la tendenza dell’anno.

Si tratta di un mix di glamour ed effetto selvaggio, con ricci più morbidi che si ottengono giocando con diverse misure di bigodini. Se si scelgono di piccole dimensioni, i capelli saranno molto ricci; invece, con bigodini grandi, i ricci saranno più ampi e meno definiti.

La permanente, però, è da evitare su capelli fragili, molto secchi o che hanno già subito trattamenti chimici. Eventualmente, si può effettuare una ricostruzione prima del servizio tecnico per evitare ulteriori danni al capello.

Le decolorazioni e in generale le colorazioni tendono a disidratare e, quindi, a indebolire il capello. È comunque possibile fare la permanente su capelli tinti, purché venga fatta una decina di giorni prima della colorazione, possibilmente usando colori poco aggressivi.

Per mantenere un bel riccio definito ed un capello sano, utilizza uno shampoo ed una maschera che apportino nutrimento e idratazione.

Altro accorgimento importante è il tempo che deve passare tra una permanente e l’altra che va dai quattro a sei mesi per evitare di stressare e rovinare i capelli: arricciarli quando hanno già subito un recente trattamento chimico sarebbe eccessivo e dannoso.